Non ci stancheremo mai di ripetere:
- la pubblicità è l’anima del commercio
- tutto è pubblicità
- il Passaparola è la miglior pubblicità
Non approviamo, invece, il vecchio “Basta che se ne parli!”
Con l’andar del tempo il consumatore/cliente si è evoluto ed ora ha bisogno di essere rassicurato. Proprio per questo è fondamentale incentivare il Passaparola. Questo, però, deve avere connotazioni positive.
Per vendere qualunque cosa, oggi, non basta dire di essere i migliori: si otterrà la preferenza del Cliente/Consumatore solo dopo che qualcun’altro ne avrà parlato bene.
In questo contesto la pubblicità deve perdere il suo significato principe di "trasmettitore di messaggi” per offrire “spunti di conversazione”.
L’era dell’immagine, figlia della televisione e del bombardamento pubblicitario, si sta si trasformando in era della comunicazione allargata in cui tutto può essere buono o cattivo, da provare o da evitare e la differenza sta in poche parole dette dalla persona giusta al momento giusto.
L’unica possibilità sembra, quindi, quella di interagire con quella persona.
Secondo una teoria sociologica qualunque persona può essere collegata a qualunque altra con una catena di conoscenze che non supera i 5 intermediari (6 gradi di separazione). Nell’ambito ristretto del nostro operato, quindi, potrebbero bastarne 2 per diffondere il messaggio a tutti i consumatori/clienti.
Stabilito ciò, l’unico modo per “pubblicizzare” il prodotto/servizio è fare in modo che le persone lo inseriscano nelle loro conversazioni; è questo lo scopo della pubblicità oggi.
Arrivati a questo punto, prende maggior significato anche il secondo punto espresso all’inizio del post: tutto è pubblicità.
Dato che è necessario indirizzare le conversazioni ma non è possibile prevedere il modo in cui le stesse si evolveranno, è fondamentale fornire il maggior quantitativo di stimoli possibile: logo, scritte, manifesti, giornali, radio, TV, Internet, sponsorizzazioni, eventi, manifestazioni, PR, fiere, installazioni: above the line e below the line, non bisogna escludere nulla a priori.
Il Budget?
Con un mix di intelligenza, oculatezza e fantasia si può ottenere uno straordinario ritorno d’immagine anche con cifre contenute… basta pensarci un pochino!
Dopo la pubblicazione del Post, l’amico Giuseppe D’Assié ci ha mandato 2 interessanti spunti/conferme, grazie:
- Introduzione ad un libro di Gianluca Diegoli: [mini]marketing - 91 discutibili tesi per un marketing diverso
- Cluetrain Manifesto (un treno carico carico di chiavi, tracce, indizi, idee .....) del quale qui si trova la traduzione